La Terapia Breve Strategica è un modello di terapia efficace ed efficiente, cioè capace di risolvere la maggior parte delle difficoltà e dei problemi psicologici in un periodo di tempo breve. Infatti, nella maggioranza dei casi la terapia consente di risolvere completamente i problemi o di ottenere un netto miglioramento entro la decima seduta.

Vediamo quelle che sono le caratteristiche di questa terapia.

L’analisi e lo sblocco delle tentate soluzioni nella terapia breve strategica

Un elemento importante del metodo di lavoro è l’analisi e la modifica delle tentate soluzioni disfunzionali.

Queste rappresentano i tentativi che le persone hanno fatto per gestire le proprie difficoltà ma che non hanno funzionato e, pertanto, hanno contribuito al peggioramento della situazione. In questo modo, da semplici difficoltà quotidiane si può arrivare allo strutturarsi di problematiche più ampie o di vere e proprie patologie.

Infatti, le ricerche condotte dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo fondato da Giorgio Nardone e Paul Watzlawick evidenziano che, contrariamente a quello che comunemente si pensa, i problemi psicologici solitamente non derivano da avvenimenti traumatici del passato, ma si strutturano quando si applicano in modo troppo rigido ed inflessibile determinati comportamenti – le tentate soluzioni – anche quando è evidente che questi non funzionano e sono controproducenti.

Ad esempio, una persona che ha paura di specifiche situazioni può evitarle costantemente e può chiedere l’aiuto di altre persone quando costretta ad affrontarle. L’evitamento e la richiesta di aiuto inizialmente possono dare sollievo e far sentire protetti, ma se ripetuti, diventano problematici e limitano sempre di più l’autonomia.

Con il ripetersi di queste tentate soluzioni è possibile che si sviluppino varie problematiche, come attacchi di panico e fobie di vario tipo. Più si evita e più si chiede aiuto e più si conferma a se stessi la propria incapacità di affrontare la situazione.

In un caso di questo tipo, quindi, l’obiettivo della terapia sarà quello di aiutare la persona, in modo graduale e attraverso l’utilizzo di specifiche tecniche adatte al caso, ad interrompere il comportamento di evitamento e di richiesta di aiuto per risolvere il problema.

Le prescrizioni nell’approccio strategico

Una caratteristica molto importante della terapia breve strategica è l’utilizzo delle prescrizioni che dovranno essere svolte dalla persona tra un incontro e l’altro. Si tratta compiti molto concreti che consentono di conoscere meglio la situazione e di far sperimentare dei cambiamenti nelle percezioni e nelle reazioni all’ambiente circostante. Sono indicazioni calzate allo specifico caso e, quindi, fattibili per la persona.

In alcune terapie si ritiene che per favorire il cambiamento bisogna far riflettere le persone sul problema, sui meccanismi di mantenimento e sulle possibili alternative. Una volta che la persona avrà acquisito una conoscenza ed una consapevolezza adeguata si inizieranno ad introdurre dei cambiamenti comportamentali. Nell’approccio strategico la processualità è completamente invertita. Il punto di partenza è rappresentato da concrete esperienze percettive, emotive e comportamentali che, successivamente, saranno oggetto di una riflessione e di un apprendimento razionale.

Nella terapia breve strategica “si parte dalla convinzione che per cambiare una situazione problematica, prima si deve cambiare l’agire e, di conseguenza, il pensare del paziente” (Nardone e Watzlawick, 2010, p. 43).

Il cambiamento più rapido ed efficace, infatti, è quello che parte da esperienze concrete.

Le fasi del percorso

La terapia breve strategica segue determinate fasi:

  • Definizione del problema e dell’obiettivo, analisi delle tentate soluzioni e utilizzo delle prime strategie terapeutiche. La definizione del problema e dell’obiettivo della terapia dovranno essere molto concrete. Solo in questo modo, infatti, si potrà comprendere la reale esigenza della persona ed avere un riferimento per valutare l’efficacia del percorso.
  • Sblocco del problema, che rappresenta un cambiamento significativo nel modo di percepire e di reagire della persona. Se la terapia è efficace lo sblocco deve avvenire entro la decima seduta, anche nelle situazioni più complesse.
  • Consolidamento, che è la fase in cui vengono introdotti ulteriori cambiamenti progressivi fino al completo raggiungimento dell’obiettivo. È un momento fondamentale per rendere il cambiamento stabile ed evitare che la persona possa cadere nuovamente nell’uso di tentate soluzioni disfunzionali.
  • Conclusione, che si raggiunge quando la persona è diventata praticamente autonoma. A questo punto viene spiegato dettagliatamente il lavoro che è stato fatto e come si è raggiunto il cambiamento

Dott.ssa Erica Tinelli

3884462095

erica.tinelli@hotmail.it

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