Cos’è il dubbio patologico?

Il dubbio patologico è un particolare tipo di problema che si caratterizza per la presenza di una o più domande alle quali la persona cerca di trovare una risposta certa, definita, rassicurante, ma non ci riesce.

Ecco alcune delle domande più frequenti che si pongono coloro che hanno questo problema:

  • “Ho fatto la cosa giusta in quella circostanza?”
  • “Posso essere sicuro del fatto che non commetterò mai degli sbagli?”
  • “Potrebbe capitare che il/la mio/a partner mi tradisca?”
  • “Il mio matrimonio durerà per sempre?”
  • “Potrebbe succedere qualcosa di brutto ai miei familiari o ai miei amici?”
  • “Qual è il mio orientamento sessuale?”

…ma il dubbio patologico può riguardare davvero qualsiasi tematica.

Qual è la differenza tra il dubbio patologico e un dubbio ordinario?

Avere dei dubbi non rappresenta necessariamente un problema. Anzi, a volte i dubbi possono essere utili perché ci consentono di guardare le cose da prospettive diverse, di non dare niente per scontato, di tenere aperte delle possibilità che altrimenti non avremmo considerato. A chiunque capita di avere dei dubbi che spesso possono anche essere perfettamente legittimi. Se ci si pensa razionalmente, ad esempio, nessuno di noi può avere la certezza di non sbagliare mai o di non avere mai problemi con il partner o con i familiari.

Coloro che soffrono di dubbio patologico, però, cercano compulsivamente una risposta a queste domande e, in virtù del loro costante rimuginare, amplificano ancora di più i dubbi che possono diventare sempre più frequenti, disturbanti e anche numerosi perché il tentativo di rispondere a determinate domande ne può generare anche molte altre. Inoltre, questi pensieri ripetuti nel tempo possono anche provocare problemi di concentrazione, crisi depressive -che, però, rappresentano solo la conseguenza del problema- e possono portare ad un blocco dell’azione -pensate a chi, ad esempio, smette di lavorare perché ha il dubbio che potrà fare degli errori-. Chi soffre di dubbio patologico si può anche affidare ad altre persone per cercare una risposta alle sue domande, come può avvenire in coloro che in virtù dei dubbi non sono in grado di decidere autonomamente e si rivolgono a parenti ed amici non per chiedere un consiglio, ma per delegare completamente le responsabilità delle proprie scelte.

Come si può superare il problema del dubbio patologico?

Il dubbio patologico rappresenta uno dei problemi più frequentemente trattati dai professionisti che utilizzano l’approccio breve strategico. Il terapeuta ha il compito di aiutare la persona a comprendere come funziona il suo problema e per fare questo non farà appello solo alla razionalità, ma anche alle dimensioni più percettive ed emotive, che sono quelle che spesso occorre stimolare per provocare il cambiamento.

Inoltre, vengono fornite alle persone delle specifiche indicazioni di gestione di questi pensieri così intrusivi e opprimenti che, gradualmente, diventeranno sempre meno pressanti fino a sparire del tutto o a diventare dei dubbi ordinari che non costituiscono un problema.

“Il dubbio è il trampolino di lancio del pensiero creativo, ma al tempo stesso è la molla del pensiero ossessivo” G. Nardone 

Dott.ssa Erica Tinelli

Se ti è piaciuto questo articolo potrebbe interessarti anche:

IL DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO: CHE COS’ E E COME PUO’ ESSERE RISOLTO

Bibliografia

Nardone G., De Santis, G. (2011) Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male. Ponte alle Grazie, Milano.