Il buon esito di una consulenza psicologica dipende sicuramente dalle competenze del professionista e dalla sua capacità di trovare le giuste modalità e le giuste strategie per aiutare la persona a risolvere i suoi problemi, ad affrontare le situazioni difficili, a scoprire e usare le sue risorse al meglio, a migliorare se stessa e la qualità della propria vita.
Una consulenza psicologica, però, è un percorso che si fa in due e quindi anche il ruolo della persona che si rivolge ad un professionista è di fondamentale importanza. Non ha molto senso, ad esempio, decidere di intraprendere questa strada sperando che attraverso un unico colloquio fatto di alcune riflessioni illuminanti ci possa essere uno stravolgimento positivo nella vita della persona che la porterà automaticamente e spontaneamente a stare meravigliosamente bene e ad ottenere tutto quello che vuole. Non è molto utile neanche assumere un atteggiamento per il quale ci si attende dei consigli o delle indicazioni rapide, semplici da applicare, poco impegnative e che permettono di arrivare velocemente a raggiungere il risultato sperato.
Non è detto che tutto questo non possa succedere, ma in genere succede raramente e nelle situazioni in cui la persona deve affrontare un aspetto estremamente circoscritto e poco invalidante o per nulla invalidante.
In tutti gli altri casi, che sono la quasi totalità, se si vuole ottenere un buon risultato è necessario che la persona sia motivata ad affrontare seriamente il percorso, investendo in esso non soltanto in termini economici, ma anche temporali e mentali. Una buona motivazione, infatti, in genere porta la persona a rispettare la frequenza degli incontri concordata con lo psicologo, a non saltare o rimandare in continuazione gli appuntamenti, ad essere disponibili ed aperti all’ascolto e al confronto, a provare ad eseguire le indicazioni che vengono prescritte tra un incontro e l’altro, anche quando questo significa togliere un po’ di tempo ad altre cose importanti o piacevoli.
In assenza di motivazione, invece, in genere la persona è portata ad abbandonare molto presto la consulenza o comunque a non affrontarla nel migliore dei modi, non traendo da essa tutti i benefici che potrebbe avere.
Ci sono, poi, anche delle situazioni delle quali le persone sono molto motivate a collaborare e a seguire il percorso, ma non riescono ad impegnarsi al 100%, ad esempio perché si trovano in un momento di blocco o di forte sofferenza che non consente loro di usare al meglio le risorse delle quali dispongono. In queste circostanze, però, si riescono comunque ad ottenere dei buoni risultati perché quando la persona è motivata lo psicologo può adattare il suo intervento alla specificità della situazione e può, ad esempio, proporre inizialmente delle tematiche e delle indicazioni che per la persona possono essere più semplici da seguire, guidandola comunque a raggiungere la meta seppure, a volte, più lentamente.

Dott.ssa Erica Tinelli