Che cos’è il vomiting?

Il vomiting è un disturbo alimentare che rispetto ad altri –come l’anoressia o la bulimia- è poco conosciuto, ma che è comunque diffuso ed estremamente invalidante.

Si tratta di una compulsione ad abbuffarsi e a vomitare quanto ingurgitato e si caratterizza per la sensazione di piacere che accompagna questi episodi.

Come si sviluppa il vomiting?

Solitamente il vomiting nasce come evoluzione di altre patologie alimentari.  Ad esempio, può capitare che un’anoressica cominci a mangiare e a vomitare quando si rende conto di avere molte difficoltà a mantenere un regime alimentare estremamente restrittivo e allora utilizza questo escamotage per evitare di ingrassare. Oppure, può capitare che una bulimica cominci a vomitare a seguito delle sue colossali abbuffate, sempre per evitare che queste abbiano effetti deleteri sulla forma fisica.

Altre volte, invece, il vomiting rappresenta un sedativo nei confronti di determinate sofferenze psicologiche –legate, ad esempio, all’elaborazione di un lutto o di un abbandono amoroso-.

Con il tempo, però, il vomiting diventa una problematica a sé e si differenzia dai disturbi originari in quanto la persona comincia a ricercare appositamente l’abbuffata per poi vomitare e questo rituale apparentemente macabro è accompagnato da sensazioni di piacere che portano a ricercare nuovamente questa esperienza nel tempo.

Il trattamento del vomiting

Il vomiting rappresenta una delle problematiche più difficili da trattare. La resistenza al cambiamento delle persone che soffrono di questo problema, infatti, è molto elevata anche perché si tratta di un disturbo che si basa sul piacere e che molto spesso si protrae per tanto tempo arrivando ad invalidare enormemente la vita quotidiana.

Si tratta, però, di una patologia dalla quale è possibile uscire con l’aiuto di un professionista. Tra gli approcci terapeutici più efficaci troviamo la terapia breve strategica che ha un tasso di efficacia superiore all’80% e consente di ottenere importanti miglioramenti in un arco temporale che va dai 3 ai 6 mesi.

Nel caso del vomiting il primo compito del terapeuta è quello di analizzare se la compulsione a mangiare e vomitare è un sedativo o un piacere in quanto questa differenziazione richiede interventi diversi. Successivamente sarà possibile guidare la persona a superare il problema utilizzando specifiche tecniche che saranno adattate alla specificità della persona e della situazione dal momento che ogni caso è un caso a sé con le sue peculiarità. 

Dott.ssa Erica Tinelli

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Bibliografia

Nardone G. e M. D. Selekman (2011). Uscire dalla trappola. Abbuffarsi vomitare torturarsi: la terapia in tempi brevi. Ponte alle Grazie, Milano.