Cosa sono i disturbi di personalità?

I disturbi di personalità prevedono un’alterazione del funzionamento che può riguardare le percezioni, le cognizioni, le emozioni, le relazioni sociali, il comportamento.

La persona con un disturbo di personalità presenta dei problemi che si manifestano in svariati contesti –lavoro, famiglia, relazioni- e che sono relativamente stabili nel corso del tempo. Ad esempio, il disturbo paranoide di personalità si caratterizza per la presenza di diffidenza e sospettosità pervasive e costanti che riguardano gli amici, i colleghi, i familiari, il partner.

Tra i disturbi di personalità più diffusi troviamo anche:

  • il disturbo borderline, che si caratterizza per una forte impulsività ed instabilità dell’umore, delle relazioni, della propria identità
  • il disturbo antisociale, che prevede una costante violazione delle leggi e dei diritti altrui in assenza di empatia, la tendenza ad essere irresponsabili e disonesti mentendo agli altri e truffandoli
  • il disturbo dipendente, tipico di chi ha costantemente bisogno di essere accudito e consigliato e di chi non si sente in grado di stare solo e di prendersi cura di sé
  • il disturbo evitante che ha come caratteristiche tipiche la profonda inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e di inferiorità e un comportamento ritirato socialmente per timore di essere valutato negativamente dagli altri.

Chi ha un disturbo di personalità può guarire?

In passato era molto diffusa la convinzione relativa all’impossibilità di trattare efficacemente i disturbi di personalità. Questa prospettiva, presente in parte ancora oggi, è stata smentita dalla letteratura scientifica del settore e dalla pratica clinica.

È possibile, quindi, trattare i disturbi di personalità, anche se è necessario avere aspettative realistiche: i cambiamenti, infatti, possono essere lenti e graduali rispetto ai risultati che è possibile ottenere in altre situazioni.

Il trattamento dei disturbi di personalità

Il trattamento d’elezione per i disturbi di personalità è rappresentato dalla psicoterapia che aiuta le persone a modificare le percezioni, le emozioni ed i comportamenti disfunzionali.

Il trattamento farmacologico, da solo, invece, è sconsigliato perché la sua utilità è circoscritta al contenimento della sintomatologica. Anche nei casi in cui si ritiene indispensabile la terapia farmacologica, quindi, questa dovrebbe essere inserita all’interno di un percorso terapeutico ben più ampio.

In molti casi l’intervento prevede anche il coinvolgimento dei familiari se si ritiene che questi possano rappresentare una risorsa che facilita la terapia.

 Dott.ssa Erica Tinelli

3884462095

erica.tinelli@hotmail.it

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Per approfondire

Biondi M. (a cura di) (2014). DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.  Raffaello Cortina Editore, Milano.

https://salute.regione.emilia-romagna.it/salute-mentale/percorsi-di-cura/DGP