“Pazienza e perseveranza sono qualità essenziali per il successo e

la realizzazione finale, per ogni cosa per cui

valga la pensa di sforzarsi”      J. Pilates

La perseveranza, cioè la capacità di essere costanti nello svolgimento di un’attività e di non arrendersi davanti alle difficoltà, è una caratteristica indispensabile per avere successo. Qualsiasi obiettivo importante, infatti, per poter essere raggiunto richiede impegno, duro lavoro, allenamento costante, determinazione. Anche in presenza di un’importante predisposizione verso una determinata attività, se questa non viene coltivata adeguatamente, difficilmente si riuscirà a raggiungere l’eccellenza.

È fondamentale, quindi, imparare ad essere perseveranti. La perseveranza, infatti, non è una dote innata, ma una qualità che può essere appresa e che può essere insegnata fin dall’infanzia. E si sa che molto spesso il modo migliore per insegnare una cosa ad un bambino non è tanto quello di spiegargli a parole cosa deve fare e come deve comportarsi, ma piuttosto proporsi come un modello di riferimento da osservare e da imitare. Così, il modo migliore per insegnare la perseveranza è mostrarsi ai bambini come un esempio di perseveranza.

Una recente ricerca condotta da Leonard, Lee, Schultz (vedi bibliografia) ha dimostrato che i bambini che avevano osservato un adulto fare vari tentativi prima di arrivare a raggiungere degli obiettivi (estrarre un giocattolo da una scatola e delle chiavi da un moschettone), successivamente erano più inclini ad impegnarsi di più per cercare di portare a termine un compito assegnato (azionare un giocattolo sonoro). Avevano imparato, infatti, che per riuscire nei propri intenti è fondamentale essere costanti perché possono essere necessarie varie prove per arrivare ad ottenere ciò che si vuole.

Questa ricerca offre degli spunti di riflessione molto interessanti.

Innanzitutto, è da sottolineare che i bambini coinvolti nella ricerca erano molto piccoli. Infatti, avevano un’età compresa tra i 13 ed i 18 mesi. La perseveranza, quindi, può essere appresa molto presto e, considerata la sua importanza, è auspicabile che venga insegnata già dalle prime fasi di vita, ovviamente con modalità congruenti all’età del bambino.

Un altro elemento da considerare, confermato anche da altri studi, riguarda l’importanza di sviluppare con i bambini un’interazione diretta. Quando gli adulti pronunciavano i nomi dei bambini, stabilivano con loro un contatto visivo e parlavano esplicitamente con loro di tutti i tentativi che stavano facendo, i bambini imparavano maggiormente l’arte della perseveranza e in seguito si impegnavano di più.

Infine, è importante sottolineare che adulti e bambini si erano cimentati in compiti diversi. Sembrerebbe, quindi, che da parte dei bambini si sia verificato un apprendimento generalizzato a vari ambiti e non circoscritto alla specificità della situazione osservata.

Quando vi accingete ad insegnare la perseveranza, ricordate anche che questa non deve essere in alcun modo confusa con l’accanimento nel tentativo di raggiungere obiettivi palesemente irrealistici e, quindi, irrealizzabili.

Dott.ssa Erica Tinelli

Bibliografia

Leonard J. A., Lee Y., Schulz. L. E. (2017). Infants make more attempts to achieve a goal when they see adults persist. Science, 357 (6357).