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Erica Tinelli

Psicologa a Roma, Viterbo e Online

L’INTERAZIONE TRA MENTE E CORPO NEI DISTURBI PSICOSOMATICI

Con il termine “disturbi psicosomatici” si fa riferimento ad una serie di problematiche di tipo fisico (come ad esempio mal di testa, dolori generalizzati, percezione di eccessiva stanchezza) che hanno un’origine esclusivamente psicologica o che comunque sono influenzati notevolmente dallo stato psichico delle persone.

In un certo senso qualsiasi tipo di problematica può essere considerata psicosomatica perché gli aspetti fisici e quelli mentali si influenzano a vicenda. Difficilmente, infatti, si riesce a stare bene psicologicamente in presenza di una sofferenza fisica e viceversa. Mente e corpo sono sempre connessi tra loro, anche quando uno è predominante rispetto all’altro.

Ad esempio, l’infarto è considerato una malattia prettamente fisica perché è dovuta all’ostruzione totale o parziale di un’arteria che consente il passaggio di un afflusso di sangue troppo ridotto. Al tempo stesso, però, ci sono dei fattori di natura psicologica e sociale, tra i quali la presenza di alterazioni dell’umore (come la depressione) e di difficoltà relazionali di vario tipo, che possono influenzare questa problematica.

Un altro interessante esempio di come i fattori di natura emotiva possono influenzare la salute fisica delle persone riguarda gli studi che sono stati condotti a partire dagli anni Cinquanta su bambini con difficoltà respiratorie. In queste ricerche è stato evidenziato che i sintomi miglioravano quando i piccoli pazienti venivano ricoverati in ospedale e che tale miglioramento non era dovuto alle diverse condizioni igieniche dell’ambiente, ma alla lontananza dai conflitti e dalle tensioni familiari. Infatti in ospedale i bambini non avevano crisi neanche quando venivano esposti alla polvere di casa verso la quale avevano sviluppato l’allergia.

È stato preso in considerazione anche il ruolo delle caratteristiche di personalità nell’influenzare il benessere fisico delle persone. Ad esempio, le persone spesso tristi ed orientate sempre a reprimere la rabbia e l’aggressività possono manifestare delle alterazioni del sistema immunitario che riducono le difese dell’organismo e che, quindi, possono facilitare l’insorgenza delle malattie.

In presenza di una malattia, quindi, è importante considerare che i fattori biologici, sociali e psicologici interagiscono tra loro e si influenzano a vicenda. Introdurre delle modifiche in alcuni di questi aspetti può contribuire a provocare un miglioramento complessivo che si riflette sugli altri fattori e sullo stato di salute generale.

Quando si hanno dei sintomi fisici che sembrano non avere alcuna causa organica o che comunque sembrano peggiorare in caso di forte stress, di preoccupazioni o di stati d’ansia o tristezza particolarmente intensi, può essere utile rivolgersi ad uno psicologo per essere aiutati a trovare le giuste modalità per gestire e superare situazioni di malessere e di stress.

Dott.ssa Erica Tinelli

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L’UTILITA’ DEL SUPPORTO PSICOLOGICO QUANDO SI HANNO DELLE MALATTIE FISICHE

Bibliografia

Baldoni F. e Trombini G. (2001). Disturbi psicosomatici. Il Mulino, Bologna.

VIVERE AL MEGLIO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

In questi ultimi giorni la nostra vita è cambiata radicalmente in virtù della diffusione del coronavirus e delle misure attuate per cercare di contenere il contagio. Anche se la nostra libertà è stata limitata e le nostre abitudini sono state stravolte, però, questo non significa che non possiamo cercare di vivere al meglio anche in questa condizione. Ecco qualche consiglio per farlo. 

Ricorda che il cambiamento fa parte della vita, puoi affrontarlo

Abbiamo dovuto affrontare dei cambiamenti notevoli che come tutti i cambiamenti –sia “negativi” che “positivi”- possono essere molto faticosi e stressanti, ma abbiamo le risorse per gestirli al meglio proprio perché l’essere umano è abituato ad avere a che fare con i cambiamenti.

Se pensiamo attentamente alla nostra vita ci verranno in mente tantissimi cambiamenti che si sono verificati o che abbiamo realizzato in prima persona e che, seppur con fatica, abbiamo imparato a gestire al meglio. Perché questa volta dovrebbe essere diverso? Inoltre, è solo un cambiamento temporaneo.

Concentrati su quello che puoi fare

Molti dicono o pensano “Non posso andare al cinema, al bar, in palestra”, “Non posso uscire”, “Non posso vedere amici e parenti”, “Non posso viaggiare”. Ok, è vero, è innegabile, ma spesso è più utile e costruttivo focalizzarsi su quello che si può fare. Ci sono tantissime cose che possiamo fare a casa e non mi riferisco soltanto a quelle più inflazionate che vengono in mente rapidamente –come leggere, scrivere, guardare la televisione-. Tante persone in questi giorni, a seguito di questo isolamento forzato, hanno potuto fare cose che volevano fare da tanto ma per le quali non trovavano mai il tempo, hanno imparato cose nuove, si sono dedicate a vecchi hobby o hanno scoperto nuove passioni perché sono state capaci di cogliere le opportunità.

Nella situazione in cui ci troviamo alcuni pensieri distorti e limitanti –come l’idea di non poter fare nulla di interessante in questa condizione- possono essere molto più invalidanti dei limiti oggettivi -come il dover rimanere a casa-.

Usa il tuo tempo e le tue energie in modo adeguato

Molte persone in questi giorni passano tanto tempo a parlare del coronavirus e a leggere articoli su questo argomento. Sicuramente informarsi e confrontarsi con gli altri può essere molto utile ed importante, ma questo comportamento può diventare disfunzionale se portato all’eccesso. Può amplificare, infatti, ansie e preoccupazioni e può arrivare a togliere spazio a tante attività altrettanto importanti o addirittura più importanti.

Se il coronavirus è l’argomento di discussione e di riflessione principale delle tue giornate prova ad occuparti di questo solo per una porzione circoscritta del tuo tempo per poi dedicarti a qualcos’altro.

Distingui l’ansia e la paura normali da quelle potenzialmente patologiche

È perfettamente normale e sano essere preoccupati ed un po’ impauriti per la situazione nella quale ci troviamo e per come potrà evolvere.

In alcuni casi, però, l’ansia e la paura possono diventare eccessive, spesso anche in virtù di difficoltà e fragilità individuali preesistenti. Queste reazioni diventano problematiche quando provocano grande disagio e arrivano a compromettere in modo significativo la qualità di vita delle persone. Ad esempio, se a causa della preoccupazione e della paura dormi sempre male, sei pervaso da pensieri ricorrenti e fastidiosissimi che ti turbano e che non sai come gestire, usi il cibo come forma di consolazione e di sfogo, non riesci a concentrarti sullo svolgimento di attività quotidiane, passi le giornate a letto ti consiglio di rivolgerti ad un professionista per analizzare insieme la situazione e capire se e come intervenire.

Non trascurare il benessere psicologico

Benessere fisico e psicologico sono fortemente interconnessi tra loro e sono entrambi fondamentali per rendere le persone felici e serene. In questo momento nel quale la maggioranza delle persone si sente minacciata da qualcosa che può essere dannoso principalmente a livello fisico, è bene ricordarsi anche della salute psicologica. Alcune trasmissioni televisive, ad esempio, hanno esposto le testimonianze di operatori sanitari che lamentano un forte malessere psicologico; così come ci sono articoli di giornale che parlano di un aumento esponenziale dei casi di persone sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio a causa dell’esplosione di comportamenti aggressivi.

Se hai difficoltà a gestire la situazione attuale e tutto ti sembra difficile, stressante, pauroso, non esitare a contattare uno psicologo per ricevere il giusto aiuto, anche online. In virtù dell’eccezionalità della situazione che stiamo vivendo la maggioranza degli psicologi si è organizzata per offrire il proprio aiuto anche attraverso colloqui online -ad esempio con skype- in modo da essere di supporto anche a distanza.    

A coloro che, invece, stavano già seguendo un percorso psicologico prima dell’inizio dell’epidemia e che non sanno che fare consiglio di valutare la situazione insieme al proprio terapeuta e analizzare tutte le possibilità –ad esempio interrompere momentaneamente o proseguire online- prima di decidere.

Dott.ssa Erica Tinelli

Per avere maggiori informazioni sulla consulenza psicologica online ti consiglio questi articoli:

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I PROBLEMI PSICOLOGICI CHE SONO PRESENTI DA MOLTO TEMPO RICHIEDONO TANTO TEMPO PER ESSERE RISOLTI?

Tante persone hanno dei problemi psicologi che si portano dietro da molti anni, a volte addirittura da decenni. Ci sono, ad esempio, quarantenni o cinquantenni che hanno un problema psicologico (come depressione, disturbi ossessivi-compulsivi, problemi di ansia o alimentari) fin dall’infanzia o dalla prima adolescenza. Alcuni ormai neanche si ricordano più come era la loro vita in assenza del problema perché si tratta di ricordi troppo lontani nel tempo o che riguardano una porzione troppo circoscritta della propria esistenza.

In queste situazioni di disagio presente da tantissimo tempo, se una persona decide di voler provare finalmente ad affrontare i suoi problemi con l’aiuto di un professionista spesso si chiede se è ancora possibile farlo o se, invece, ormai certi disturbi sono impossibili da risolvere o comunque richiederebbero un periodo di tempo davvero troppo lungo per poter essere superati. Ovviamente questa seconda possibilità può scoraggiare perché per molti sarebbe estremamente frustrante impegnarsi in battaglie perse in partenza o comunque in qualcosa che richiederebbe un eccessivo dispendio di tempo, energie e soldi rispetto ai risultati prodotti che potrebbero essere troppo scarsi e ottenuti dopo troppo tempo.

Ma i problemi psicologici che sono presenti da molto tempo richiedono davvero tanto tempo per essere risolti?

Sicuramente se si vuole superare un problema nel più breve tempo possibile è preferibile affrontarlo quando questo non è ancora presente da molto. Un problema che è presenta da tanto, infatti, solitamente con il tempo tende a diventare sempre più strutturato e a compromettere in modo sempre più significativo vari aspetti della vita di una persona, determinando un peggioramento progressivo della situazione che diventa sempre più difficile da risolvere.

Questo non significa, però, che un problema presente da tanto richieda necessariamente anni ed anni per poter essere superato e che la persona non possa iniziare ad intravedere rapidamente la luce in fondo al tunnel.

Nella terapia breve strategica, ad esempio, anche nel caso di problematiche che sono presenti da decenni e che sono molto serie, se la terapia è efficace è possibile produrre i primi miglioramenti significativi entro la decima seduta.

Di solito, poi, ovviamente è necessario più tempo per risolvere completamente il problema e per consolidare i risultati raggiunti.

Pensate, ad esempio, ad una donna che soffre di anoressia da quando era un’adolescente. All’interno di un percorso terapeutico efficace è possibile aiutarla rapidamente ad iniziare a modificare il rapporto che ha con il cibo e ad iniziare a migliorare la propria forma fisica, ma ovviamente il raggiungimento di un risultato ottimale sia per quanto riguarda il proprio corpo sia per quanto riguarda la costruzione di un rapporto equilibrato con il cibo richiede più tempo.

Bisogna ricordare, poi, che quando i problemi sono presenti da tanto tempo e sono molto gravi in genere impediscono alla persona di costruirsi una vita normale e soddisfacente e quindi una volta risolto il problema occorre anche aiutare la persona a creare o a riprendere i propri progetti, ad imparare a stare bene con gli altri, ad affrontare la vita, a sviluppare le proprie risorse, la propria personalità e la propria autostima.

Tutto questo raramente si può ottenere in tempi estremamente ridotti, come avviene invece per il superamento dei sintomi e delle difficoltà più invalidanti, ma l’iniziale miglioramento che è stato prodotto in tempi rapidi è un importante indicatore del fatto che si sta andando nella giusta direzione e, soprattutto, permette alle persone di cominciare ad avere in breve tempo una vita migliore.

Nella terapia breve strategica mano mano che la situazione migliora i colloqui saranno sempre più distanziati e potranno svolgersi, ad esempio, ogni 3 settimane, ogni mese, ogni mese e mezzo, ecc…a seconda del tipo di situazione e dell’avanzamento della terapia. Questo permette alle persone di non creare una forma di dipendenza nei confronti della terapia e del terapeuta e di diventare sempre più autonome, ma al tempo stesso di avere un sostegno in caso di bisogno fino a quando sarà necessario.

Dott.ssa Erica Tinelli

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TERAPIA BREVE STRATEGICA

LE ERESIE DELLA TERAPIA BREVE STRATEGICA

Bibliografia

Nardone G., Balbi E., Vallarino A., Bartoletti M. (2017). Psicoterapia breve a lungo termine. Trattare con successo anche le psicopatologie maggiori. Ponte alle Grazie, Milano.

LE TRAPPOLE MENTALI CHE DOBBIAMO COMBATTERE

Le cose che pensiamo e che diciamo, non solo agli altri ma anche a noi stessi, influenzano i nostri comportamenti, il nostro stile di vita, il modo in cui affrontiamo le cose, sia in positivo che in negativo.

Esistono numerose trappole mentali che, se estremizzate, possono ostacolarci quotidianamente e che è importante conoscere per cercare di combatterle. Ecco alcune delle più diffuse:

“Non c’è soluzione, non posso farci niente, non dipende da me”. È vero, per alcuni problemi non c’è soluzione, alcune situazioni non possono essere cambiate. Quante volte, però, si dice o si pensa che non c’è soluzione e che non è possibile fare niente anche se non è vero? Nella maggior parte dei casi la soluzione esiste o quanto meno esiste la possibilità di agire attivamente per migliorare una condizione negativa attraverso vari tentativi che, però, richiedono di mettersi in gioco, richiedono energie, impegno e tempo. Ecco allora che spesso pensare o dire che non c’è soluzione e che non si può fare nulla diventa una scusa, un alibi per giustificare la propria passività.

“Il tempo guarisce le ferite, devo solo far passare del tempo”. Tutti noi nella vita abbiamo dovuto affrontare delle situazioni dolorose che hanno lasciato il segno. Sicuramente con il passare del tempo la sofferenza si può attenuare e a volte scompare del tutto, ma non è detto che sia sempre così. In alcuni casi limitarsi a lasciar passare del tempo non è sufficiente perché è necessario elaborare in modo più approfondito quanto accaduto ed utilizzare delle strategie che consentono di far cicatrizzare le ferite nel modo più adeguato e più rapido possibile. E anche quando sarebbe sufficiente lasciar passare del tempo, perché stare semplicemente ad aspettare senza provare a far nulla per velocizzare il processo e stare meglio? Quando si è vittime della sofferenza non si vive appieno delle proprie possibilità e quella parte di vita non vissuta del tutto non ve la restituirà nessuno. Fate in modo che sia più breve possibile.

“Non ho tempo per….”. Il tempo è una risorsa limitata, sicuramente almeno qualche volta può risultare impossibile riuscire a fare veramente tutto quello che si vorrebbe. Però, il tempo per le cose che consideriamo davvero importanti si trova.  SEMPRE. Certo, spesso è necessario fare delle scelte e rinunciare ad altro, ma dobbiamo essere in grado di capire quali sono le nostre priorità. Per approfondire questo argomento leggi l’articolo NON HAI TEMPO….O NON HAI VOGLIA?

“Con la forza di volontà si ottiene tutto”, “Volere è potere”. Sicuramente la determinazione nel voler fare a tutti i costi una determinata cosa o nel voler raggiungere un determinato traguardo rappresenta un fattore fondamentale per riuscire in ciò che si desidera. Da sola, però, può non essere sufficiente, come può avvenire, ad esempio, quando non si conoscono le strategie adeguate per arrivare ad una meta o per risolvere determinati problemi. In questi casi prima di tutto è importante capire come muoversi, anche facendosi aiutare, perché con la sola forza di volontà non si riesce a fare molto se non si sa dove e come direzionarla! Per approfondire questo argomento leggi l’articolo VOLERE E’ POTERE? SI’, MA SOLO SE…

 “Non sono portato per questa cosa”. Sicuramente può capitare di avere una maggiore predisposizione verso determinate cose piuttosto che altre, ma non è questo che determina il successo in ciò che desideriamo. Quando si vuole fare una cosa, non è importante chiedersi se si è portati o meno, ma se e quanto si è disposti ad investire in quella cosa, non solo in termini economici, ma anche e soprattutto in termini di tempo e di energie.  Puoi essere estremamente portato per qualcosa, ma se non coltivi adeguatamente le tue abilità, non arriverai mai da nessuna parte. Così come puoi non avere una particolare predisposizione per una certa attività, ma arrivare comunque all’eccellenza, grazie all’impegno e alla costanza. Per approfondire questo argomento leggi l’articolo “NON SONO PORTATO PER FARE QUESTA COSA” e l’articolo IL DILEMMA NATURA O CULTURA: SI NASCE O SI DIVENTA?

“Non voglio ancora fare questa cosa, devo pensarci bene”. Sicuramente prima di cimentarsi in dei progetti è importante riflettere sulle strategie da utilizzare, sulle possibili opportunità e sui possibili rischi, sulla pianificazione. Pensare troppo, però, può provocare un blocco dell’azione. Non si può pianificare ogni minimo dettaglio, non si può controllare tutto, non si può sapere con certezza quello che succederà. A un certo punto arriva il momento di agire e di prendersi dei rischi, magari piccoli e controllati, ma pur sempre dei rischi. In questo modo sarà possibile ragionare sugli effetti prodotti dai propri comportamenti e non su aspettative che potrebbero anche rivelarsi errate. Per approfondire questo argomento leggi l’articolo ASPETTARE IL MOMENTO GIUSTO

“Bisogna accettarsi per ciò che si è”. Non è proprio così! Non possiamo pretendere di essere perfetti in tutto e per tutto. Però, non è neanche giusto nei confronti di noi stessi accettarci completamente per come siamo: questo atteggiamento frenerebbe qualsiasi spinta al miglioramento, aspetto che, invece, andrebbe coltivato giorno per giorno. Per approfondire questo argomento leggi l’articolo BISOGNA ACCETTARSI PER CIO’ CHE SI E’?

“Non voglio aprirmi con quella persona perché potrebbe deludermi”. La paura di essere delusi è molto diffusa e perfettamente comprensibile dal momento che le delusioni possono fare molto male. Questa paura, però, deve essere contenuta e non diventare eccessiva, altrimenti rischia di diventare un ostacolo allo sviluppo delle relazioni sociali. Non si può avere la certezza di non venire delusi dagli altri: se si aspetta di essere sicuri al 100% di non venire feriti, si resta da soli oppure si creano solo rapporti superficiali.

E tu, riconosci le tue trappole mentali? Le sai gestire?

Dott.ssa Erica Tinelli

L’ARTE DI COMUNICARE IN MODO EFFICACE

Perché è importante la comunicazione?

La comunicazione è un aspetto quotidiano e pervasivo della nostra vita. Si comunica a lavoro, in famiglia, con gli amici, con i conoscenti, si comunica con chiunque e, a volte, anche senza rendersene conto. Infatti, secondo il primo assioma della comunicazione elaborato dagli studiosi della scuola di Paolo Alto è impossibile non comunicare in quanto tutti i comportamenti trasmettono un messaggio, anche quelli apparentemente più “passivi”, come il restare immobili e/o in silenzio o l’avere uno sguardo fisso davanti a sé. Si tratta di situazioni nelle quali senza usare parole si può comunicare, ad esempio, di non voler interagire con gli altri, di voler restare soli, di non sapere che dire o che fare.

Dal momento che è impossibile non comunicare e visto che con la comunicazione esprimiamo noi stessi, le nostre idee, i nostri desideri, il nostro modo di essere e influenziamo anche gli altri, diventa fondamentale imparare ad utilizzarla in modo efficace. Infatti, al di là dello specifico contenuto che vogliamo trasmettere e che dipende dalla circostanza, è molto importante prestare attenzione al modo con il quale comunichiamo.

Perché è importante comunicare in modo efficace?

Una stessa cosa può essere detta in tanti modi diversi: in modo più cordiale oppure più arrogante, in modo formale oppure amichevole, mettendo in luce la propria superbia o la propria modestia, facendo sentire l’altra persona valorizzata oppure svalutata, ecc…

Il modo in cui comunichiamo influenza la reazione ed il comportamento degli altri e l’efficacia della comunicazione stessa. Per questo, di volta in volta è molto importante riuscire ad adattare la nostra comunicazione alla specificità della persona e alla specificità della situazione. In alcuni casi è utile essere un po’ più duri, in altri un po’ più morbidi. A volte è necessario mostrarsi distaccati, altre volte è più funzionale creare un maggiore coinvolgimento emotivo. Ci sono delle circostanze nelle quali si tende ad incoraggiare le persone in difficoltà, ma questa strategia non è efficace sempre. E così via. La modalità comunicativa è importante perchè se non è adeguata può portare a dei dissapori o a dei veri e propri conflitti e può compromettere la possibilità di trovare un accordo o la qualità della relazione stessa. Vi è mai capitato che qualcuno vi dicesse qualcosa con cui eravate d’accordo, ma avete comunque risposto con aggressività o con la chiusura “solo” in virtù del fatto che quelle cose vi sono state dette nel modo sbagliato?

Piccoli consigli per iniziare a comunicare in modo efficace

Quando vogliamo comunicare con l’obiettivo di conoscere il punto di vista dell’altro e di arrivare ad un punto d’incontro ci sono tanti elementi che occorre saper gestire. La gestione della comunicazione efficace è estremamente complessa ed articolata, ma ecco alcune indicazioni per iniziare a destreggiarsi in questo mondo:

  • evita di far sentire l’altro giudicato, sotto accusa, “sbagliato” in quanto questo potrebbe indurlo a non sentirsi compreso e ad assumere una posizione difensiva o di attacco che lascia poco spazio al dialogo costruttivo. A volte la tentazione di rinfacciare certe cose può essere forte, ma se l’obiettivo è comprendersi e mettersi d’accordo questo atteggiamento porta fuori strada
  • se vuoi indurre la persona a vedere le cose da una prospettiva diversa, devi farlo dolcemente, senza svalutare il suo punto di vista (un esempio: “ho capito quello che intendi, ma forse ci sono altre cose da considerare,…”; “hai valutato anche ad altre possibilità o pensi che questa sia l’unica?”)
  • mostra interesse per quello che la persona dice, ad esempio facendo domande di approfondimento al momento giusto, ma anche curando la comunicazione non verbale (sguardi, sorrisi, postura, gesti)
  • non dare niente per scontato, non pretendere di sapere delle cose che l’altro non ha detto. Se mancano delle informazioni o se sono poche chiare fai altre domande. Non è una perdita di tempo, ti aiuta a comprendere meglio la situazione.

Dott.ssa Erica Tinelli

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HO UN PROBLEMA CON…(I MIEI GENITORI, I MIEI SUOCERI, IL MIO CAPO,……)

LA COMUNICAZIONE AGGRESSIVA

DIFENDITI DAGLI ATTACCHI VERBALI

Per approfondire

Watzlawick P., Beavin J. H., Jackson D. D. (1971). Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi. Astrolabio, Roma.

Nardone G. (2013). Correggimi se sbaglio. Strategie di comunicazione per appianare i conflitti nelle relazioni di coppia. Ponte alle Grazie, Milano.

Nardone G. (2015). La nobile arte della persuasione. La magia delle parole e dei gesti. Ponte alle Grazie, Milano

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