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Erica Tinelli

Psicologa a Roma, Viterbo e Online

LA GELOSIA NELLA COPPIA

È normale essere gelosi?

Entro certi limiti il sentimento di gelosia è perfettamente normale e non compromette la stabilità ed il benessere della coppia e dei singoli.

La gelosia diventa problematica quando è accompagnata da sofferenza, che in genere riguarda sia il/la geloso/a, sia la vittima di tale gelosia.

Il/la geloso/a, infatti, può essere tormentato da pensieri e immagini ricorrenti di possibili tradimenti, può sentirsi sempre insicuro, triste e arrabbiato per quello che secondo lui potrebbe essere già avvenuto o per quello che potrebbe accadere in futuro.

La vittima della gelosia, invece, può sentirsi soffocata dalle continue domande e osservazioni del partner e dai suoi controlli, può avere la percezione di non essere libera e può non sapere come gestire la situazione.

Perché alcune persone sono eccessivamente gelose?

La gelosia estrema ed ossessiva non ha niente a che fare con l’amore perché è distruttiva. Chi è molto geloso/a, quindi, non necessariamente è molto innamorato/a.

La gelosia spesso sottende un sentimento di inferiorità del quale la persona può essere più o meno consapevole ma che, in ogni caso, orienta le sue percezioni, i suoi pensieri ed i suoi comportamenti. Il/la geloso/a, ad esempio, può sentirsi più brutto/a del partner, può ritenere di avere scarse qualità, può credere di non essere degno/a di essere amato/a.

La gelosia eccessiva può essere anche la manifestazione di un disturbo paranoico che si caratterizza per il fatto che la persona sviluppa dei dubbi o delle convinzioni che in realtà sono false. A niente servono i tentativi di rassicurazione del partner che, spesso, non solo sono inutili, ma sono anche dannosi perché vengono interpretati dal paranoico come tentativi di nascondere le proprie cattive intenzioni (perché rassicurare e giustificarsi in merito a qualcosa che non si è fatto?).

Quali possono essere le conseguenze della gelosia patologica?

La gelosia patologica in genere porta il/la geloso/a a controllare costantemente la vittima e può sfociare in varie forme di violenza, tra le quali l’omicidio.

Quando la gelosia patologia non arriva ad esiti così negativi compromette comunque la serenità della coppia perché le persone vivono in uno stato di malessere che non le fa stare più bene insieme. In alcuni casi la relazione può terminare perché il/la geloso/a non sopporta più i suoi dubbi o le sue certezze in merito a possibili tradimenti o perché la vittima non sopporta più lo stato di tensione e l’essere messa costantemente in discussione.

Un’altra possibile conseguenza della gelosia patologica è la realizzazione di ciò che il/la geloso/a teme. Una persona che viene accusata continuamente ed ingiustamente di infedeltà, infatti, in virtù del fatto che vive in una condizione difficile, può essere portata a cercare conforto e positività altrove, con altre persone. Questo, però, non significa necessariamente che il/la geloso/a aveva ragione perché almeno in parte è stato lui/lei, con il suo essere asfissiante, a realizzare ciò che è avvenuto.

Dott.ssa Erica Tinelli

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Per approfondire

Muriana E., Verbitz T. (2017). Se sei paranoico, non sei mai solo! Dalla diffidenza al delirio paranoico. Alpes.

Sims A., Oyebode F. (2009). Introduzione alla psicopatologia descrittiva. Raffaello Cortina Editore, Milano.

BENESSERE INDIVIDUALE COME REQUISITO DEL BENESSERE NELLA COPPIA

Quante volte in riferimento ad una relazione amorosa avete sentito dire o avete detto in prima persona cose come “Non posso stare senza di lui/lei”, “È la mia vita”, “Ho messo da parte i miei bisogni per lui/lei” o cose di questo tipo? Forse a qualcuno queste frasi possono anche sembrare romantiche, ma se veritiere e, quindi, rappresentative di pensieri e comportamenti effettivi possono essere indicatori di qualcosa che non funziona.

Stare con l’altro senza rinunciare a sé

Per sviluppare una relazione sana e felice e stare bene con l’altro è necessario prima di tutto stare bene con se stessi ed essere realizzati e soddisfatti. Solo a questa condizione il rapporto di coppia potrà rappresentare un valore aggiunto, qualcosa che migliora la propria vita che, però, anche in assenza dell’altro è già serena.

Quando, invece, non si sta bene con se stessi e si investe tutto in una relazione capita molto spesso di mettere in atto dei comportamenti disfunzionali che hanno a che fare con il ricercare nella coppia qualcosa che manca a livello personale. Ad esempio, alcune persone che non sono soddisfatte del proprio lavoro e delle proprie attività quotidiane possono concentrarsi sulla relazione, ma l’aspetto di insoddisfazione personale sarà sempre e comunque presente. Nella migliore delle ipotesi potrà essere un po’ camuffato. In questo modo il rapporto con l’altro potrebbe anche diventare l’ambito nel quale sfogare le proprie frustrazioni, non necessariamente in modo consapevole ed esplicito, ma in maniera comunque distruttiva.

Un altro errore che spesso si fa quando ci si concentra molto sullo sviluppo di una relazione quando sarebbe prima necessario pensare a sé è quello di andare a costruire rapporti che si basano esclusivamente o principalmente sull’aiuto che l’altro può fornire. È il caso, ad esempio, delle persone che si appoggiano a chi può aiutarle economicamente o a chi può rispondere prontamente alle continue richieste di rassicurazioni o a chi possono delegare compiti che non sarebbero in grado di svolgere in autonomia.

Quelle accennate sono tutte situazioni nelle quali mancano i presupposti affinchè la relazione possa essere davvero sana, equilibrata, arricchente, ottimale.

Una riflessione su di sé e sulla coppia

Alcune persone a volte hanno difficoltà a capire se stanno vivendo il rapporto di coppia in modo ottimale senza rinunciare alla propria individualità e alla propria realizzazione. Per iniziare ad analizzare questo aspetto è possibile chiedersi: “chi sono io?”, “chi vorrei essere?”. Che aggettivi, ambiti, ruoli vi sono venuti in mente? Le risposte a queste domande possono essere un ottimo punto di partenza per definire la situazione attuale e quella desiderata e agire di conseguenza.

Dott.ssa Erica Tinelli

IL LITIGIO NELLA COPPIA

Spesso il litigio nella coppia viene considerato come un indicatore di malessere e di crisi che provoca disagio e che deve essere evitato a tutti i costi. Non necessariamente, però, il litigio assume una connotazione negativa e, anzi, in alcuni casi può anche avere dei vantaggi.

Quando il litigio nella coppia è distruttivo?

Il litigio è distruttivo quando viene utilizzato per sfogare ostilità e rabbia accumulata nel corso del tempo o quando rappresenta uno strumento per ferire l’altra persona.

Il litigio, inoltre, può essere distruttivo anche quando è troppo frequente, al punto tale che rappresenta la principale attività della coppia e toglie costantemente spazio a tutto il resto.  

Al contrario, il litigio può essere costruttivo quando interrompe la chiusura che a volte si viene a creare tra partner perchè serve a chiarire alcuni aspetti sui quali non c’era mai stato un confronto adeguato.

Alcune indicazioni per “litigare bene”

Le indicazioni fornite di seguito sono, ovviamente, generali in quanto per poter fornire consigli adeguati ad una specifica circostanza bisognerebbe analizzarla nel dettaglio.

Prima di tutto il litigio dovrebbe essere focalizzato su aspetti specifici e circoscritti -come ad esempio determinati comportamenti avuti in alcune circostanze- evitando di tirare in ballo interpretazioni personali oppure elementi estremamente ampi e vaghi –come ad esempio “sei troppo egoista”- che non permettono di comprendere adeguatamente quello che l’altro sta recriminando.

Il litigio, inoltre, dovrebbe riguardare questioni piuttosto recenti. Tirare in ballo, magari con aggressività, cose che ormai appartengono ad un lontano passato e che non possono essere più cambiate, infatti, servirebbe solo ad accusare l’altra persona e non a cercare una soluzione ai propri conflitti.

È importante anche dedicarsi al litigio in luoghi e momenti opportuni quando si ha il tempo necessario per confrontarsi e quando non c’è il rischio di creare ulteriori disagi e problemi come può avvenire, ad esempio, quando si litiga davanti a figli o amici.

Durante il litigio, poi, può essere normale arrabbiarsi, alzare un po’ i toni, ma è fondamentale rispettare sempre i limiti ed evitare di andare a toccare le “aree sensibili” dell’altra persona, ossia quegli aspetti sui quali si sente debole e vulnerabile. Questo, infatti, potrebbe creare un conflitto insanabile.

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Bibliografia

Gulotta G. (2017). Commedie e drammi nel matrimonio. Feltrinelli, Milano.

IL TENTATIVO CONVINCERE IL PARTNER A SEGUIRE UNA TERAPIA DI COPPIA

Sono davvero numerose le persone che presentano delle problematiche che possono essere affrontate e superate attraverso la terapia di coppia.

Sono anche tanti i casi in cui uno dei due partner vorrebbe fare una terapia di coppia, mentre invece l’altro non è d’accordo per vari motivi, ad esempio perché non ritiene che ci siano delle questioni da dover affrontare, perché non le considera una priorità, perché pensa che le difficoltà siano individuali, perché crede che uno psicologo non possa essere d’aiuto. In queste situazioni colui o colei che vorrebbe intraprendere il percorso della terapia di coppia può avere la tentazione di cercare di convincere l’altro a fare questo tentativo insieme.

È utile cercare di convincere il partner a seguire una terapia di coppia?

Tra le caratteristiche che contribuiscono a determinare l’efficacia della terapia di coppia o più in generale di qualsiasi consulenza psicologica troviamo la motivazione e l’impegno delle persone, elementi che, a loro volta, portano a seguire il percorso in modo serio.

Cercare di convincere il partner a seguire una terapia di coppia, quindi, potrebbe rivelarsi completamente inutile o addirittura dannoso. Prima di tutto questo comportamento potrebbe portare ad un incremento dei conflitti e potrebbe provocare una resistenza ancora maggiore rispetto alla possibilità di rivolgersi ad un professionista. Inoltre, anche nel caso in cui una persona riesca apparentemente a convincere il partner ad intraprendere una terapia di coppia, se questo non è sicuro di voler tentare e di volersi affidare, molto probabilmente non riuscirà a seguire adeguatamente i colloqui e le indicazioni fornite, rischiando di perdere solo tempo e soldi.

La terapia di coppia sicuramente può essere una proposta da fare al partner, ma senza insistere. Affidarsi ad un professionista è una scelta personale ed è meglio non forzare nessuno in questa direzione.

E allora chi ha un problema di coppia e un partner che non vuole venire in terapia cosa può fare?

Il fatto di avere un problema di coppia non significa che per poter arrivare ad una soluzione sia necessario effettuare una terapia di coppia.

Colui che vorrebbe intraprendere questo percorso, infatti, può rivolgersi ad un professionista anche singolarmente, analizzare insieme a lui la situazione e comprendere cosa potrebbe fare in prima persona per cercare di migliorare la relazione, anche senza la collaborazione dell’altra parte. Una coppia, infatti, è un sistema di parti (i partner) che si influenzano: cambiando il comportamento di una persona, ci saranno inevitabilmente dei cambiamenti anche nel comportamento dell’altra e nelle dinamiche comunicative e relazionali.

Dott.ssa Erica Tinelli

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