Terapia psicologica roma aurelio orte scalo vasanello

Fornisco percorsi di consulenza e terapia psicologica nei miei studi di Roma – nel Quartiere Aurelio – di Viterbo e di Vasanello.

Il mio approccio è quello della Terapia Breve Strategica, un modello di terapia efficace ed efficiente, cioè capace di risolvere la maggior parte delle difficoltà e dei problemi psicologici in un periodo di tempo breve.

L’analisi e lo sblocco delle tentate soluzioni nella terapia breve

La consulenza psicologica mediante questo approccio consente di risolvere i problemi attraverso l’analisi e la modifica delle tentate soluzioni disfunzionali.

Queste rappresentano tutto ciò che le persone hanno fatto nel corso del tempo per cercare di gestire le proprie difficoltà ma che non hanno funzionato e, pertanto, hanno contribuito al mantenimento e al peggioramento della situazione, fino ad arrivare, spesso, allo strutturarsi di problematiche più ampie o di vere e proprie patologie.

Infatti, le ricerche condotte dal Centro di Terapia Strategica di Arezzo fondato da Giorgio Nardone e Paul Watzlawick evidenziano che, contrariamente a quello che comunemente si pensa, i problemi psicologici solitamente non derivano da avvenimenti traumatici del passato, ma si strutturano quando si applicano in modo troppo rigido ed inflessibile determinati comportamenti – le tentate soluzioni – anche quando è evidente che questi non funzionano e sono controproducenti.

Ad esempio, una persona che ha paura di specifiche situazioni può essere portata ad evitarle quanto più possibile e a chiedere l’aiuto di altre persone quando non può fare a meno di affrontarle.

L’evitamento e la richiesta di aiuto inizialmente possono dare sollievo alla persona e farla sentire rassicurata e protetta. Con il passare del tempo, però, se vengono ripetuti costantemente, diventano problematici e solitamente limitano sempre di più la libertà e l’autonomia.

Con il ripetersi di queste tentate soluzioni è possibile che si sviluppino varie problematiche, come attacchi di panico e fobie di vario tipo. Più si evita e più si chiede aiuto e più si conferma a se stessi la propria incapacità di affrontare la situazione.

In un caso di questo tipo, quindi, l’obiettivo della terapia breve strategica sarà quello di aiutare la persona, in modo graduale e attraverso l’utilizzo di specifiche tecniche adatte al caso, ad interrompere il comportamento di evitamento e di richiesta di aiuto per arrivare ad affrontare ciò di cui ha paura e risolvere il problema.

Le prescrizioni nella terapia breve strategica

Una caratteristica molto importante della terapia breve strategica è l’utilizzo delle prescrizioni che dovranno essere eseguite dalla persona tra un incontro e l’altro.

Si tratta di indicazioni e compiti molto concreti che consentono di conoscere meglio la situazione e di far sperimentare dei cambiamenti nel modo di percepire e di reagire all’ambiente circostante.

In alcune terapie si ritiene che per favorire il cambiamento ed arrivare, quindi, alla soluzione del problema, è necessario far riflettere le persone sul loro problema, sui meccanismi che ne determinano il mantenimento e sulle possibili alternative.

Successivamente, una volta che la persona avrà acquisito una conoscenza ed una consapevolezza adeguata, si inizieranno ad introdurre dei cambiamenti comportamentali. Nella terapia breve strategia la processualità è completamente invertita, in quanto il punto di partenza è rappresentato proprio da concrete esperienze percettive, emotive e comportamentali che, solo successivamente, saranno oggetto di una riflessione e di un apprendimento di tipo più razionale.

Nella terapia breve strategica “si parte dalla convinzione che per cambiare una situazione problematica, prima si deve cambiare l’agire e, di conseguenza, il pensare del paziente” (Nardone e Watzlawick, 2010, p. 43).

Il cambiamento più rapido ed efficace, infatti, è quello che parte da esperienze concrete.

Le fasi della terapia psicologica

La terapia breve strategica segue determinate fasi:

  • Definizione del problema e dell’obiettivo, analisi delle tentate soluzioni e utilizzo delle prime strategie terapeutiche. La definizione del problema e dell’obiettivo della terapia dovranno essere quanto più concrete possibili per comprendere quella che è la reale esigenza della persona e per poter avere un valido riferimento in base al quale valutare l’efficacia di quanto si sta facendo.
  • Sblocco del problema, ossia un netto miglioramento che indica un cambiamento significativo nel modo di percepire e di reagire della persona. Se la terapia è efficace lo sblocco deve avvenire entro la decina seduta, anche nelle situazioni più complesse
  • Consolidamento, che è la fase in cui vengono introdotti ulteriori cambiamenti progressivi fino al completo raggiungimento dell’obiettivo. È un momento fondamentale per rendere il cambiamento stabile ed evitare che la persona possa cadere nuovamente nell’uso di tentate soluzioni disfunzionali.
  • Conclusione, che si raggiunge quando l’obiettivo è stato pienamente conseguito e la persona è autonoma. A questo punto viene fornita una spiegazione dettagliata del lavoro compiuto e del processo di cambiamento

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