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La gentilezza sembra essere una qualità radicata nel genere umano e presente, almeno in parte, un po’ in tutte le persone. Probabilmente si tratta di uno strumento che ci è stato fornito dalla natura in virtù della sua notevole importanza evolutiva: senza alcun tipo di gentilezza e vivendo esclusivamente in modo individualista, aggressivo e competitivo, forse la nostra specie si sarebbe estinta.

La gentilezza si può manifestare in tanti modi diversi: aiutando qualcuno in difficoltà, mostrando comprensione ed interesse per le altre persone e per quello che ci dicono, enfatizzando le qualità altrui, ringraziando per ciò che si riceve, sorridendo. Può trattarsi, quindi, anche di piccoli gesti quotidiani che, però, possono essere estremamente importanti. La gentilezza, infatti, fa bene sia a chi la riceve che a chi la fa.

L’importanza della gentilezza

I suoi benefici possono riguardare vari ambiti.

Prima di tutto è stato dimostrato che solitamente le persone gentili sono più longeve e più sane. Sono più felici delle persone con un temperamento più aggressivo, meno esposte al rischio di depressione e alla probabilità di avere infarti o ictus.

La gentilezza ha un impatto molto positivo anche sulle relazioni, che rappresentano per ogni persona un’importante fonte di benessere e di supporto e sostegno nei momenti più difficili. Essere gentili ci aiuta ad ampliare le relazioni sociali e ne migliora anche la qualità perché fa sentire gli altri riconosciuti, accettati, apprezzati come persone. Essere gentili non significa dire delle bugie all’altro pur di cercare di alimentare la sua autostima e pur di risultare simpatici, ma significa sottolineare i punti di forza delle altre persone ed esprimere con garbo delle osservazioni anche negative, ma che potrebbero rappresentare delle critiche costruttive. La gentilezza richiede sincerità, altrimenti non sarebbe un atto di cortesia. Nelle relazioni, la gentilezza permette anche di gestire diversamente ed in modo più positivo il conflitto ed i litigi, che non devono essere necessariamente evitati, ma che sicuramente possono essere affrontati con maggiore serenità, ascoltando i vari punti di vista, proponendo con tranquillità il proprio e, se necessario, trovando un punto d’incontro. Molti conflitti e litigi non sono dovuti ai contenuti, ma a problemi relazionali. Ciò significa che spesso non c’è disaccordo su quello che va fatto, ma lo scontro diventa una sorta di gioco di potere, un modo per cercare di affermarsi sugli altri.

Ci sono delle situazioni, però, nelle quali possiamo trovarci ad avere a che fare con persone estremamente sgarbate e prepotenti, che sembrano non meritare alcun tipo di gentilezza. Anche in questi casi la gentilezza può rappresentare un valido strumento da utilizzare perché sarà qualcosa di inaspettato e creerà un effetto sorpresa che lascerà l’altro spiazzato, inducendolo a modificare in meglio il suo comportamento, anche se per ottenere un risultato soddisfacente in questa direzione a volte può servire un po’ di tempo.

Essere gentili rende anche più produttivi. Chi è ben disposto verso gli altri nel lavoro e dedica tempo alla coltivazione delle relazioni ha maggiori probabilità di lavorare efficacemente, di essere percepito come più gradevole e di ottenere l’aiuto e la collaborazione dei colleghi. Tutto questo solitamente si traduce in una crescita gerarchica e nell’aumento dei propri guadagni.

I limiti della gentilezza

Fate attenzione, però, perché anche la gentilezza deve avere dei limiti per evitare che diventi problematica. Essere gentili, infatti, non vuol dire essere sempre e comunque disponibili ed estremamente arrendevoli per timore di non essere accettati o per un forte bisogno di approvazione.

È importante saper dosare in modo equilibrato la disponibilità verso gli altri ed evitare che sovrasti i propri bisogni e le proprie necessità.

Dott.ssa Erica Tinelli

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Bibliografia

Ferrucci P. (2006). La forza della gentilezza. Pensare e agire con il cuore fa bene al corpo e allo spirito. Mondadori, Segrate (Mi).

Porta A. (2017). Conviene sempre essere gentili. Airone, Giugno 2017, pp. 20-23.