Erica Tinelli

Psicologa a Roma, Viterbo e Online

AUTOCONTROLLO E SUCCESSO

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Secondo lo psicologo Baumeister “l’incapacità di dominarsi è la principale patologia sociale della nostra epoca”. L’autocontrollo, invece, è un fattore determinante per il successo nei vari ambiti di vita. Infatti, facilita il raggiungimento di obiettivi importanti e consente di mantenere uno stile di vita salutare.

Cos’è esattamente l’autocontrollo?

L’autocontrollo implica la capacità di scegliere azioni che ci consentono di ottenere importanti ricompense a lungo termine che si contrappongono ad azioni che consentirebbero di avere ricompense molto più piccole, ma immediate. Ad esempio, agire sulla base dell’autocontrollo può portare una persona a concentrarsi su determinate attività lavorative per poter ottenere, in futuro, riconoscimenti economici e sociali. Per fare questo, però, la persona sceglie di limitare alcune azioni immediatamente gratificanti, ma che potrebbero ostacolare il progetto a lungo termine. Ad esempio, sceglie di non farsi distrarre dal navigare su internet e dalla televisione o riduce il tempo che dedica a queste attività.

L’autocontrollo non si basa solo sulla scelta tra più alternative, ma ovviamente richiede anche l’agire coerentemente con tali scelte. Ciò è possibile se si è capaci di gestire efficacemente i propri impulsi -relativi, ad esempio, al mangiare, al dormire, all’attività sessuale, alle distrazioni di vario tipo-, rimanendo concentrati sulle attività scelte per il tempo necessario.

Può essere appreso? Oppure chi non lo possiede è destinato a non raggiungere mai il successo?

Baumeister definisce l’autocontrollo come un muscolo che può essere rafforzato con l’esercizio. Gli esercizi proposti dallo psicologo implicano l’agire per modificare una determinata abitudine, anche a partire da cose molto semplici e banali. Ad esempio, si può iniziare utilizzando la mano non dominante per compiere alcuni piccoli gesti. Oppure si può modificare, gradualmente, il proprio linguaggio, eliminando le espressioni scorrette e riducendo l’uso di alcune parole ricorrenti ma non utili ai fini del discorso -come “cioè”, “dunque”, “praticamente”-.

Per poter utilizzare al meglio l’autocontrollo è importante anche tenere in considerazione che:

  • è necessario avere ben chiaro l’obiettivo da raggiungere o lo standard di riferimento
  • l’autocontrollo è una risorsa limitata e, quindi, occorre essere realistici e concentrarsi su un solo progetto importante alla volta
  • è importante pianificare le attività in modo da lasciare almeno un po’ di tempo da dedicare allo svago per evitare di esaurirsi o di incorrere in errori
  • bisogna premiarsi quando si raggiunge l’obiettivo

Dott.ssa Erica Tinelli

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erica.tinelli@hotmail.it

Bibliografia

Ainslie G. (1975). Specious reward: A behavioral theory of impulsiveness and impulse control. Psychological Bulletin, 82(4), 463-496.

Baumeister R. F., Tierney J. (2012). Volere è potere. La forza di volontà è la chiave del successo e può essere allenata.  Vallardi A., Milano.

L’INTELLIGENZA EMOTIVA

UN'IMPORTANTE FORMA DI INTELLIGENZA L'INTELLIGENZA EMOTIVA.jpg

A partire dalla teoria di Gardner (vedi), alcuni autori si sono occupati di studiare in modo più approfondito alcune forme di intelligenza. Tra questi autori troviamo Goleman, che ha elaborato la teoria dell’intelligenza emotiva, che riprende in parte l’intelligenza intrapersonale ed interpersonale individuate da Gardner.

Che cos’ è l’intelligenza emotiva?

Per Goleman, l’intelligenza emotiva implica:

  • la consapevolezza delle proprie emozioni, che devono essere riconosciute e comprese in relazione alle cause che le hanno generate;
  • il controllo delle emozioni, che devono essere espresse in modo funzionale e non distruttivo;
  • la capacità di auto-motivazione, che implica il controllo degli impulsi e il non scoraggiarsi davanti alle difficoltà in vista del raggiungimento degli obiettivi;
  • il comprendere le emozioni altrui, che è connessa al riconoscimento delle proprie emozioni e che richiede empatia;
  • la gestione delle relazioni, cioè il saper sviluppare relazioni sociali caratterizzate da sintonia e equilibrio.

Perchè è importante questo tipo di intelligenza?

L’intelligenza emotiva può consentire di gestire efficacemente i momenti di difficoltà e facilita il raggiungimento di obiettivi anche ambiziosi, con ripercussioni positive sulla salute.

L’importanza dell’intelligenza emotiva è stata dimostrata anche da un importante studio, il famoso “test delle caramelle”, nel quale alcuni bambini di 4 anni venivano portati in una stanza in cui era presente una caramella e veniva detto loro che potevano mangiare subito la caramella oppure potevano aspettare un po’ di tempo per averne due. Il non mangiare la caramella era considerato un indicatore di elevata intelligenza emotiva in quanto implicava il saper gestire l’impulso di mangiare subito e il sapersi controllare in vista del raggiungimento di un obiettivo più importante, ossia quello di avere due caramelle.  I bambini che riuscirono a resistere, rispetto agli altri, a distanza di 14 anni erano più sicuri di sé, più capaci di gestire le frustrazioni della vita, più efficaci nel raggiungimento degli obiettivi, più competenti a livello scolastico.

L’intelligenza emotiva, quindi, è fondamentale per il proprio benessere e per la propria salute.

Se pensi di non saper riconoscere e gestire al meglio le tue emozioni ricorda che uno psicologo potrebbe aiutarti in questo.

Dott.ssa Erica Tinelli

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Bibliografia

Goleman D. (1999). Intelligenza emotiva. BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, Milano.

NOVE TIPI DI INTELLIGENZA

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Perchè è importante l’intelligenza?

L’intelligenza è sempre stata considerata un’abilità molto importante per l’uomo.

Permette, infatti, è possibile comprendere ed elaborare le informazioni, raggiungere gli obiettivi, svolgere molti compiti diversi, risolvere i problemi.

E’ fondamentale, quindi, a lavoro, nelle relazioni, nella vita quotidiana.

Ma che cos’è l’intelligenza?

È difficile rispondere a questa domanda perché si tratta di una capacità molto complessa. Nel corso del tempo, infatti, vari autori hanno fornito tante definizioni diverse di intelligenza, che è stata definita come la capacità di risolvere i problemi, di apprendere, di pensare in astratto, di adattarsi alle diverse situazioni, di comprendere ciò che accomuna o che differenzia varie cose.

La molteplicità delle definizioni probabilmente è dovuta anche al fatto che l’intelligenza è connessa anche ad altri costrutti e non è un’entità unitaria. Infatti, è più opportuno parlare di intelligenze.

Le nove intelligenze

Secondo lo psicologo Howard Gardner esistono 9 intelligenze, ognuna delle quali è connessa ad una specifica area cerebrale:

  • Linguistica. E’ la capacità di parlare e di scrivere in modo corretto e chiaro. Può essere associata anche alla facilità nell’apprendimento delle lingue straniere
  • Matematica. Riguarda le abilità di calcolo e di ragionamento logico-deduttivo
  • Musicale. Consente di capire e di creare dei pattern musicali, di riconoscere i cambiamenti di ritmo, di timbro e di tonalità
  • Spaziale. Implica il creare e l’agire su delle rappresentazioni spaziali mentali, l’orientarsi negli ambienti e il riconoscere i dettagli delle immagini
  • Corporeo-cinestetica. Permette di usare il corpo in modo coordinato e di mantenere l’equilibrio
  • Intrapersonale. Riguarda il saper riconoscere e gestire le proprie emozioni, le proprie intenzioni e le proprie motivazioni
  • Interpersonale. E’ il saper riconoscere le emozioni, le intenzioni e le motivazioni degli altri
  • Naturalistica. E’ l’abilità di classificare le piante, gli animali o gli oggetti e di capire le condizioni atmosferiche
  • Esistenziale. Riguarda il riflettere e il mettere in relazione temi di natura filosofica

Il legame tra le varie intelligenze

In alcuni casi può essere complesso stabilire dei confini netti tra le varie intelligenze. Inoltre, alcune intelligenze sono più correlate di altre. Tuttavia, in generale, queste nove tipologie sono relativamente indipendenti l’una dall’altra. Può capitare, quindi, che le persone raggiungano l’eccellenza in alcune intelligenze, risultando perfettamente normali in relazione ad altre abilità. Ad ulteriore conferma dell’indipendenza delle varie intelligenze c’è anche il fatto che alcuni danni cerebrali compromettono alcune abilità, ma non altre.

Nella nostra società tendono ad essere considerate importanti soprattutto le intelligenze di tipo linguistico e logico-matematico. Tuttavia, ogni forma di intelligenza ha la sua importanza e può essere molto utile. Saper gestire le proprie emozioni, ad esempio, è fondamentale in molte situazioni che possiamo affrontare anche tutti i giorni.

E’ importante dare alle persone la possibilità di diventare consapevoli delle proprie potenzialità e di svilupparle nei vari contesti, come quello scolastico e quello lavorativo.

Dott.ssa Erica Tinelli

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L’INTELLIGENZA EMOTIVA

Bibliografia

Gardner H. (2005). Educazione e sviluppo. Intelligenze multiple e apprendimento.  Erickson, Trento.

Gardner H. (2007). Cambiare idee. L’arte e la scienza della persuasione. Feltrinelli, Milano.