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Erica Tinelli

Psicologa a Roma, Viterbo e Online

ANSIA E PAURA ALLA GUIDA

ANSIA E PAURA ALLA GUIDA

“Come posso eliminare la paura e l’ansia mentre sono alla guida?”. E’ una domanda che tante persone si fanno perché non riescono a guidare in modo tranquillo e rilassato come vorrebbero.

L’ansia e la paura alla guida sono sempre un problema da risolvere?

Innanzitutto, bisogna chiarire che provare un po’ d’ansia e di paura alla guida è perfettamente normale per le persone che stanno imparando a guidare o che non guidano molto spesso e che, quindi, non hanno una grande familiarità con questa attività.

Inoltre, anche le persone più esperte possono provare ansia in alcune situazioni, ad esempio in caso di maltempo o quando devono fare strade che conoscono poco.

In queste situazioni non è auspicabile eliminare l’ansia e la paura, perché rappresentano delle reazioni sane ed utili. Queste emozioni, infatti, permettono alla persona di sviluppare uno stato di vigilanza che la rende responsiva a ciò che accade intorno a lei.

Quando ci si appresta a fare cose mai fatte prima o ad affrontare situazioni nuove, solitamente, si sperimenta un po’ d’ansia o inquietudine. Poi, con il passare del tempo e con il consolidamento delle proprie abilità, si diventa gradualmente sempre più sciolti e rilassati. Si tratta di un processo ordinario e funzionale che non riguarda soltanto la guida.

Quand’è che diventano davvero problematiche?

Queste reazioni sono disfunzionali quando non sono più contenute, ma diventano pervasive e compromettenti, al punto da provocare reazioni eccessivamente intense, blocchi, confusione. È il caso, ad esempio, di chi è paralizzato dalla paura e rinuncia alla guida, pur considerandola indispensabile e pur desiderando superare questa difficoltà. In altri casi per sedare la paura si possono usare vari espedienti che, nel tempo, possono contribuire all’instaurarsi di un problema ben strutturato. Questo avviene, ad esempio, quando ci si assicura sempre la presenza di altre persone che possono intervenire in caso di bisogno o quando si evitano costantemente dei percorsi, magari scegliendone altri più lunghi e scomodi, ma percepiti come più tranquilli.

Superare la paura della guida

Quando la paura alla guida diventa problematica si possono sviluppare delle fobie oppure degli attacchi di panico che possono richiedere l’intervento di uno psicologo. L’obiettivo sarà quello di ridurre l’intensità della paura aiutando la persona a sviluppare delle strategie per fronteggiare in modo efficace le sue difficoltà. 

La paura di guidare è un problema diffuso e, quando è richiesto l’intervento di uno psicologo, è possibile affrontarla e risolverla abbastanza rapidamente. Se si tratta di una difficoltà circoscritta a questa specifica situazione, infatti, possono essere sufficienti pochi incontri.

Dott.ssa Erica Tinelli

3884462095

erica.tinelli@hotmail.it

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Qual è la differenza tra paure e fobie?

Paure e fobie non sono sinonimi. La paura è, infatti, è un’emozione perfettamente funzionale ed utile in determinate circostanze e, quindi, non deve essere combattuta ed azzerata, ma deve essere gestita al meglio. La paura è fondamentale per favorire l’adattamento all’ambiente in quanto consente alle persone di riconoscere e gestire efficacemente situazioni potenzialmente pericolose. Ad esempio, consente di scappare se ci troviamo in presenza di un animale che potrebbe attaccarci. Ovviamente il pericolo e quindi la paura possono essere associati anche ad altre variabili, come persone potenzialmente aggressive, situazioni ambientali critiche (come un terremoto) o circostanze di minaccia “psicologica” (ad esempio in contesti valutativi potremmo avere LA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI negativo degli altri perché potrebbe compromettere la nostra autostima). Le fobie, invece, possono essere considerate come paure immotivate in quanto dirette verso situazioni o oggetti innocui (è il caso, ad esempio, dell’agorafobia -ossia il timore degli spazi aperti e di restare da soli in luoghi poco familiari- o della fobia dei gatti o di altri animali non pericolosi per l’uomo). Si è in presenza di una fobia anche quando la paura è legittima e razionale, ma raggiunge un livello eccessivo e diventa sproporzionata rispetto al reale pericolo rappresentato da ciò che si teme. Ad esempio, può essere perfettamente normale avere un po’ di paura di parlare davanti a delle persone perché effettivamente ci si espone al giudizio altrui, ma questa condizione diventa problematica ed invalidante solo se la paura è molto forte e compromette la capacità della persona di affrontare comunque la situazione. Nel caso delle fobie, quindi, la persona sperimenta un disagio significativo che impedisce di affrontare con serenità esperienze di vario tipo come uscire, prendere i mezzi pubblici o l’aereo, attraversare una piazza, interagire con gli altri, osservare un piccione. Tutto questo può avere importanti ripercussioni anche sul lavoro e sulla vita di relazione.

Come è possibile superare le fobie?

A volte le persone cercano di superare da sole le proprie fobie e in alcuni casi riescono nel loro intento. Molto spesso, però, per arrivare ad una soluzione ottimale e definitiva è necessario rivolgersi ad un professionista ed è preferibile farlo prima che la situazione si aggravi ulteriormente. È possibile, infatti, che nel tentativo di risolvere questo stato di malessere le persone mettano in atto dei comportamenti –LE TENTATE SOLUZIONI – che si rivelano disfunzionali e che, oltre a non consentire il superamento del problema, lo fanno peggiorare. Per questo motivo alcuni metodi terapeutici per intervenire sulle fobie prevedono l’analisi delle tentate soluzioni per poter, poi, individuare le strategie più adatte ai singoli casi per poter intervenire ed arrivare a risolvere il problema. In particolare, tra le terapie più efficaci e rapide per il superamento delle fobie troviamo la  TERAPIA BREVE STRATEGICA sviluppata da Giorgio Nardone.

Dott.ssa Erica Tinelli

3884462095

erica.tinelli@hotmail.it

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COME SI MANIFESTANO GLI ATTACCHI DI PANICO?

COME SI MANIFESTANO GLI ATTACCHI DI PANICO

Quali sono i sintomi degli attacchi di panico?

Se ne sente parlare davvero tanto, anche a causa della loro grande diffusione, ma come si manifestano gli attacchi di panico?

Gli attacchi di panico sono episodi intensi ed improvvisi caratterizzati da un elevato livello di ansia. Durante gli attacchi di panico possono essere presenti molti sintomi, come ad esempio il battito cardiaco accelerato, l’elevata sudorazione, i brividi di freddo o le vampate di calore, il tremore, la sensazione di soffocamento, i dolori al petto, la nausea, le vertigini, il senso di svenimento, la percezione di distacco dal proprio corpo o dalla realtà circostante, la paura di perdere il controllo, d’impazzire o addirittura di morire. Molto spesso queste sensazioni vengono considerate sintomi di un malessere di tipo fisico (ad esempio un infarto) e la persona si rivolge al pronto soccorso o fa degli esami medici di controllo. Quando viene accertato che non ci sono problemi fisici, si ha la conferma che si tratta di attacchi di panico.

In quali situazioni si manifestano?

Gli attacchi di panico, spesso, si manifestano in modo inaspettato e in assenza di fattori scatenanti. La loro imprevedibilità porta le persone a preoccuparsi costantemente per l’insorgere di nuovi attacchi e a modificare il proprio comportamento per ridurre i rischi. Ad esempio, alcune persone eliminano o riducono l’esercizio fisico per paura che la fatica faciliti il manifestarsi dell’attacco stesso. Altre persone, invece, rimangono il più possibile a casa oppure evitano di restare da sole per essere soccorse prontamente in caso di malessere.

Ci sono, poi, anche dei casi nei quali gli attacchi di panico si presentano soprattutto in determinate situazioni, come può avvenire, ad esempio, con le fobie: in questo caso l’attacco di panico insorge in situazioni nelle quali è presente una forma di associazione, anche solo mentale, con l’oggetto fobico.

Cosa succede nel nostro cervello durante un attacco di panico?

Nel corso di un attacco di panico si verificano due livelli di attivazione cerebrale:

  • il primo riguarda il palencefalo, che è una parte più antica del cervello
  • il secondo riguarda la corteccia cerebrale, che è un’area di più recente formazione e che è la sede della razionalità e del pensiero logico

Quando si attiva la corteccia si sviluppa una lotta nella quale la “mente moderna” (la corteccia cerebrale) cerca di controllare e reprimere razionalmente qualcosa che appartiene all’area emozionale e che, quindi, non può essere gestito in modo razionale. Ciò può provocare la persistenza e, spesso, il peggioramento dello stato di attivazione. Per questo motivo il tentativo di controllare razionalmente le sensazioni psicofisiologiche tipiche dell’attacco di panico, seppur comprensibile e ragionevole, di solito è fallimentare.

Come si può superare il problema?

Gli attacchi di panico possono essere superati completamente con la psicoterapia. 

Tra le terapie più efficaci e rapide troviamo la terapia breve strategica, che utilizza anche delle tecniche basate su principi che possono sembrare apparentemente illogici e controintuitivi.

Come funziona la terapia breve strategica nel trattamento degli attacchi di panico? Leggi l’articolo SUPERARE GLI ATTACCHI DI PANICO CON LA TERAPIA BREVE STRATEGICA

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erica.tinelli@hotmail.it

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Bibliografia

Biondi M. (a cura di) (2014). DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.  Raffaello Cortina Editore, Milano.

Nardone G. (2008). Solcare il mare all’insaputa del cielo. Ponte alle Grazie, Milano.

Nardone G. (2016). La terapia degli attacchi di panico. Ponte alle Grazie, Milano.