Erica Tinelli

Psicologa a Roma, Viterbo e Online

LA PAURA NELLE RELAZIONI SOCIALI

3 PAURE CHE POSSONO COMPROMETTERE LE RELAZIONI SOCIALI E LA PROPRIA SERENITA’.jpg

La paura può riguardare tanti ambiti, incluso quello delle relazioni sociali.

Le relazioni sociali rappresentano un aspetto molto importante della vita di ogni persona. Attraverso l’interazione con altre persone, infatti, è possibile confrontarsi e condividere pensieri, idee, interessi, passioni e dare e ricevere sostegno nei momenti difficili.

Nei rapporti con gli altri è possibile sperimentare delle paure che, anche se legittime, se estremizzate possono compromettere la qualità delle relazioni e il proprio benessere.

Vediamo 3 delle paure più diffuse nell’ambito delle relazioni sociali.

La paura che gli altri si possono approfittare di sé

È diffusa nelle persone che hanno la percezione di essere ricercate dagli altri solo quando hanno bisogno di aiuto. E’ tipica anche di coloro che credono di aiutare gli altri e di non ricevere, quando ne hanno bisogno, lo stesso sostegno.

In questi casi è bene tenere presente che il modo in cui gli altri si rapportano a noi dipende anche da noi. Se gli altri si approfittano di te significa che tu glielo permetti perché continui a mostrarti sempre disponibile nonostante il loro comportamento scorretto. La buona notizia è che, così come hai costruito questa realtà, allo stesso modo ne puoi costruire una diversa, fatta di maggiore reciprocità. Se percepisci di dare più di quello che ricevi puoi ridurre, piano piano, l’entità di quello che dai. Se gli altri non sembrano apprezzarti per quello che fai, probabilmente lo danno per scontato e tu devi aiutarli a riscoprirne il valore facendone sentire la mancanza. Il tuo cambiamento di atteggiamento potrebbe produrre un cambiamento positivo in loro. Se così non dovesse essere, potrai scegliere se rimanere in quella relazione nella quale percepisci di essere sfruttato oppure se preferisci abbandonarla.

La paura di non potersi fidare degli altri

A volte gli altri possono essere irresponsabili e poco seri. Certamente la fiducia va concessa alle persone giuste, con i giusti tempi e con le modalità più adeguate. Solitamente, però, l’unico modo davvero efficace per sapere se ci si può fidare di qualcuno è quello di metterlo alla prova e osservare quello che succede. Questo deve essere fatto mantenendo un atteggiamento di apertura verso gli altri. Se ci mostriamo troppo diffidenti a priori corriamo il rischio di suscitare anche negli altri un atteggiamento diffidente che ostacola la conoscenza e l’evoluzione della relazione.

La paura di rimanere delusi dagli altri

A volte si teme che il comportamento degli altri possa rivelarsi peggiore rispetto a quelle che erano le proprie aspettative. In questo caso ci sono tanti elementi da considerare, come ad esempio le caratteristiche delle proprie aspettative, che potrebbero essere troppo elevate e quindi irrealistiche e che, pertanto, andrebbero ridimensionate.

Un altro elemento da valutare è connesso alla fiducia: se si concede troppa fiducia troppo velocemente il rischio di scegliere le persone sbagliate e, quindi, di rimanere delusi è molto più alto. È bene considerare, però, anche che anche quando si è cauti, non si può mai avere la certezza che tutto andrà bene e che non si rimarrà delusi. Quindi è necessario accettare il rischio che questa eventualità possa verificarsi.

In conclusione

Queste 3 paure da un lato possono essere anche funzionali perché possono portare le persone ad essere attente e scrupolose nello scegliere come aprirsi agli altri.

E’ importante, però, saperle gestire bene perché se diventano eccessive potrebbero portare all’isolamento e all’immobilismo che possono essere ben peggiori di una delusione o dell’incontrare una persona che si approfitta di sé o della quale ci si rende conto che non ci si doveva fidare.

Dott.ssa Erica Tinelli

3884462095

erica.tinelli@hotmail.it

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Nei rapporti con gli altri è possibile sperimentare delle paure che, anche se legittime, se estremizzate possono compromettere la qualità delle relazioni e il proprio benessere.

Vediamo 3 delle paure più diffuse nell’ambito delle relazioni sociali.

La paura che gli altri si possono approfittare di sé

È diffusa nelle persone che hanno la percezione di essere ricercate dagli altri solo quando hanno bisogno di aiuto. E’ tipica anche di coloro che credono di aiutare gli altri e di non ricevere, quando ne hanno bisogno, lo stesso sostegno.

In questi casi è bene tenere presente che il modo in cui gli altri si rapportano a noi dipende anche da noi. Se gli altri si approfittano di te significa che tu glielo permetti perché continui a mostrarti sempre disponibile nonostante il loro comportamento scorretto. La buona notizia è che, così come hai costruito questa realtà, allo stesso modo ne puoi costruire una diversa, fatta di maggiore reciprocità. Se percepisci di dare più di quello che ricevi puoi ridurre, piano piano, l’entità di quello che dai. Se gli altri non sembrano apprezzarti per quello che fai, probabilmente lo danno per scontato e tu devi aiutarli a riscoprirne il valore facendone sentire la mancanza. Il tuo cambiamento di atteggiamento potrebbe produrre un cambiamento positivo in loro. Se così non dovesse essere, potrai scegliere se rimanere in quella relazione nella quale percepisci di essere sfruttato oppure se preferisci abbandonarla.

La paura di non potersi fidare degli altri

A volte gli altri possono essere irresponsabili e poco seri. Certamente la fiducia va concessa alle persone giuste, con i giusti tempi e con le modalità più adeguate. Solitamente, però, l’unico modo davvero efficace per sapere se ci si può fidare di qualcuno è quello di metterlo alla prova e osservare quello che succede. Questo deve essere fatto mantenendo un atteggiamento di apertura verso gli altri. Se ci mostriamo troppo diffidenti a priori corriamo il rischio di suscitare anche negli altri un atteggiamento diffidente che ostacola la conoscenza e l’evoluzione della relazione.

La paura di rimanere delusi nelle relazioni sociali

A volte si teme che il comportamento degli altri possa rivelarsi peggiore rispetto a quelle che erano le proprie aspettative. In questo caso ci sono tanti elementi da considerare, come ad esempio le caratteristiche delle proprie aspettative, che potrebbero essere troppo elevate e quindi irrealistiche e che, pertanto, andrebbero ridimensionate.

Un altro elemento da valutare è connesso alla fiducia: se si concede troppa fiducia troppo velocemente il rischio di scegliere le persone sbagliate e, quindi, di rimanere delusi è molto più alto. È bene considerare, però, anche che anche quando si è cauti, non si può mai avere la certezza che tutto andrà bene e che non si rimarrà delusi. Quindi è necessario accettare il rischio che questa eventualità possa verificarsi.

Relazioni sociali…in conclusione

Queste 3 paure da un lato possono essere anche funzionali perché possono portare le persone ad essere attente e scrupolose nello scegliere come aprirsi agli altri.

E’ importante, però, saperle gestire bene perché se diventano eccessive potrebbero portare all’isolamento e all’immobilismo che possono essere ben peggiori di una delusione o dell’incontrare una persona che si approfitta di sé o della quale ci si rende conto che non ci si doveva fidare.

Dott.ssa Erica Tinelli

3884462095

erica.tinelli@hotmail.it

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L’IMPORTANZA DELLA PRIMA IMPRESSIONE

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Tutti ci facciamo influenzare dalla prima impressione, anche se forse alcuni hanno difficoltà a rendersene conto o ad ammetterlo. Ci sono, poi, delle circostanze nelle quali non ci si ferma a questa prima valutazione, ma si raccolgono altre informazioni per elaborare un giudizio completo.

L’impatto della prima impressione nel cercare di capire gli altri, quindi, non va sottovalutato. In modo spesso inconsapevole o consapevole solo in parte, a partire dall’abbigliamento, dal modo di parlare o di camminare, dal tono di voce, dai movimenti, dalle espressioni del viso, dall’aspetto fisico e da tanti altri elementi apparentemente banali, si cerca di comprendere il carattere delle persone, le loro intenzioni, i loro valori, la loro affidabilità.

Perché prestiamo attenzione alla prima impressione?

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, basarsi sulla prima impressione non è un comportamento superficiale e poco serio. Si tratta, infatti, di un comportamento coerente con il funzionamento cognitivo dell’uomo. Tutti noi, infatti, anche nell’osservare la cosa più semplice o nello svolgere azioni quotidiane, riceviamo numerosissimi stimoli che non possono essere elaborati in modo approfondito.  Questo processo minuzioso richiederebbe troppo tempo e l’utilizzo di una quantità di energie che non abbiamo.

Abbiamo bisogno di decidere e di agire in fretta e, quindi, di fare dei ragionamenti veloci, ma che ovviamente sono  anche parziali e che potrebbero rivelarsi sbagliati. Ed è per questo che quando dobbiamo prendere delle decisioni importanti oppure quando dobbiamo fare qualcosa di nuovo e di impegnativo è opportuno non lasciarsi influenzare troppo dalla prima impressione. In questi casi bisogna valutare in modo attento i vari stimoli, prendendosi il tempo necessario e investendo le proprie energie in questa attività.

Si può cambiare idea, ma…

La prima impressione, quindi, non sempre è un giudizio definitivo ed immutabile. Se qualcuno si fa un’idea negativa di un’altra persona, in futuro potrà cambiare idea. Ciò potrà avvenire, però, solo se si è motivati ad approfondire il giudizio e solo se si hanno adeguate risorse cognitive e temporali per farlo, aspetti che non sempre sono presenti.

Quando desideriamo fare una buona impressione sugli altri, quindi, è opportuno cercare di trasmettere fin da subito un’immagine positiva, curando anche i più piccoli dettagli ed acquisendo anche le giuste abilità se necessario. Ciò non significa fingere o mostrarsi per ciò che non si è, ma presentarsi al meglio delle proprie potenzialità.

 “Non avrai una seconda occasione per fare una buona prima impressione” Oscar Wilde e la prima impressione è molto importante.

 Dott.ssa Erica Tinelli

3884462095

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LA COLTIVAZIONE DEL PIACERE

LA COLTIVAZIONE DEL PIACERE.jpg

“Nessuno può vivere senza il piacere”
 
Sant’Agostino

Molte persone tendono a focalizzarsi sullo svolgimento dei propri doveri, trascurando, invece, il piacere. Basti pensare al modo di dire “prima il dovere e poi il piacere” che per molti rappresenta un punto di riferimento quotidiano.

Sicuramente nella vita ognuno di noi ha molti doveri. Non si può fare sempre e soltanto ciò che si vuole perchè ci sono degli obblighi di vario tipo da rispettare. Non sempre, però, i doveri devono avere la precedenza sui piaceri, anche perché la lista delle che cose da fare spesso è molto lunga ed aspettare che termini prima di poter fare qualcosa di piacevole sarebbe controproducente per il proprio benessere ed anche per la propria produttività.

Anche il piacere è una dimensione fondamentale della vita e deve essere adeguatamente coltivato. Non si può pensare di vivere serenamente senza prestare la dovuta attenzione a questo aspetto. Come fare?

Inserire il piacere ovunque

La prima cosa da fare per coltivare il piacere è ricercarlo o crearlo in tutte le attività, anche quelle che sono noiose o stressanti. Ad esempio, se una persona non vuole andare a lavoro ma ama camminare potrebbe decidere fare una bella passeggiata prima di andare in ufficio per predisporsi al meglio a quello che l’attende. Se una persona considera noiosi i lavori domestici, potrebbe decidere di farli ascoltando una musica che le dà la carica o che la rilassa.

È possibile anche concedersi un piccolo premio dopo aver fatto qualcosa che sembrava davvero pesante e che (forse) si rimandava da un po’ di tempo.

Creare spazi di piacere e relax

Ricercare e creare il piacere in ogni attività, però, non è sufficiente. Il piacere, infatti, non deve essere un aspetto secondario della nostra vita ed ha anche bisogno, quindi, di spazi esclusivi.

Ogni giorno, quindi, bisognerebbe ritagliarsi almeno qualche piccolo spazio di piacere e relax, nel quale fare solo ciò che si vuole, anche quando i doveri non sono finiti.

La scelta di cosa fare è molto soggettiva. Alcune persone trovano piacevole passeggiare, altre leggere, altre cucinare, altre ascoltare la musica. C’è, poi, anche chi è così poco abituato a dedicarsi al proprio piacere da non sapere cosa fare e allora dovranno esplorare varie possibilità.

Questo spazio quotidiano piacevole è importante perché consente di rigenerarsi, recuperando le energie che consentono di svolgere al meglio anche i propri doveri. E se per  ritagliarsi uno spazio quotidiano di piacere è necessario rinunciare o rimandare lo svolgimento di un dovere, magari anche piccolo, non è una tragedia.  Anzi, potrebbe essere un utile allenamento progressivo per accettare il fatto che non possiamo essere perfetti e che non possiamo pretendere da noi l’impossibile.

Capire quando i piaceri devono avere la priorità

Proprio in virtù del fatto che il dedicarsi ai piaceri può avere un potere rigenerante molto importante, è fondamentale comprendere quando questo deve essere sfruttato al massimo. Ci sono, infatti, situazioni nelle quali sarebbe opportuno mettere i piaceri completamente davanti ai doveri e cioè quando ci si trova in uno stato di tristezza o in una situazione nella quale qualcosa non è andato come avremmo voluto. In questi casi il modo migliore per ripartire potrebbe essere proprio quello di dedicarsi a qualcosa che piace per acquisire serenità ed energia. Dedicarsi subito ai doveri, invece, potrebbe essere frustrante e potrebbe rendere le persone ancora più tristi.

Non sottovalutate l’importanza ed il potere del piacere. Ricercatelo e coltivatelo al meglio. 

 Dott.ssa Erica Tinelli

TRE CONSIGLI PER EVITARE DI RIMANDARE

TRE CONSIGLI PER EVITARE DI RIMANDARE.jpg

Evitare di rimandare è molto importante per avere avere successo della vita. “Fra un anno vorrete aver cominciato a darvi da fare oggi.” Karen Lamb

La tendenza a rimandare delle attività è molto diffusa. In molti casi il rimandare diventa un comportamento strutturato ed abituale della persona che può influenzare negativamente il lavoro, lo studio, lo svolgimento di commissioni importanti, la qualità della vita.

I motivi per i quali le persone tendono a rimandare possono essere numerosi -ne ho parlato nell’articolo “LO FACCIO DOMANI”: RIMANDARE, RIMANDARE…E ANCORA RIMANDARE!-, così come possono essere numerose le strategie che possono essere utilizzate per superare questo problema e che devono essere individuate analizzando la specificità della situazione.

In generale, ecco tre consigli che è possibile provare ad applicare per iniziare a contrastare la trappola del rimandare.

Pensa alle conseguenze del rimandare

Comincia a riflettere su quello che potrebbe accadere se rimandi costantemente ciò che dovresti o che vorresti fare. In genere gli effetti possono essere anche estremamente negativi. Ad esempio, se non fai per tempo ciò che ti viene richiesto a lavoro potresti non avere mai la promozione che tanto desideri oppure potresti perdere il posto. Se rimandi sempre l’iniziare a studiare potresti laurearti molto tardi oppure potresti non laurearti mai e questo ti potrebbe impedire di svolgere il lavoro che tanto desideri. Rimandare sempre la palestra potrebbe portare ad avere problemi di salute o a non avere mai il fisco desiderato. Se rimandi il dedicarti ad un hobby che ti interessa potresti privarti per almeno un po’ di tempo del piacere che potresti provare nello svolgerlo.

Pensa, quindi, alle cose che solitamente tendi a rimandare e alle conseguenze che questo potrebbe avere. Se non ti sembrano così disastrose forse hai delle difficoltà a valutare attentamente l’evolversi a lungo termine di certe dinamiche. O forse le cose che rimandi non sono effettivamente importanti per te e in questo caso fai bene a rimandarle e a dare priorità ad altro.

Evitare di rimandare iniziando da piccole azioni

A volte il rimandare è legato al fatto che le persone, prima di iniziare a fare una certa cosa aspettano il momento giusto e cercano di fare un’adeguata programmazione. Questi aspetti sono sicuramente molto importanti, ma quando vengono estremizzati e si trasformano nell’attesa della perfezione diventano problematici perché bloccano l’azione e rendono le persone sempre più passive.

Per questo, quando si rimanda già da un po’, piuttosto che concentrarsi su una programmazione ancora migliore è meglio fare una piccola azione concreta.

Se stai preparando un esame inizia a leggere un paio di pagine di uno dei libri di testo.

Devi scrivere una relazione di lavoro? Inizia a scrivere le prime righe così come ti vengono, curerai i dettagli in un secondo momento.

Se devi fare tante faccende domestiche ed il solo pensiero ti blocca, scegli quella che richiede soltanto pochi minuti e falla.

Premiati dopo aver fatto ciò che rimandi

Definisci un piccolo premio che ti concederai dopo aver portato a termine un’attività che di solito rimandi perché questo potrebbe portarti ad attivarti immediatamente per poter avere il premio che ti attende.

Può trattarsi di cose anche molto semplici, come ad esempio un po’ di riposo, il comprarti una piccola cosa che ti piace, l’ascoltare la musica o guardare una puntata del tuo telefilm preferito. L’importante è che si tratti di qualcosa che ti fa piacere perché è importante che nella tua vita non siano presenti soltanto doveri o cose impegnative, ma anche spazi di relax e di piacere.

Inizia oggi ad evitare di rimandare.

Dott.ssa Erica Tinelli

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